Musica della liturgia

BLOG di don Simone Unere. Uno spazio per convogliare pensieri, notizie, approfondimenti sull’aspetto musicale della vita liturgica della Chiesa e condividere opinioni.

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Messa del Buon Pastore

Messa

Condivido con tutti il fatto che la Diocesi di Asti, nella celebrazione del Congresso Eucaristico (10-17 aprile 2016) convocato dal suo vescovo Francesco Ravinale con il motto “Pane del Cammino, Dono di Misericordia, Centro di Unità”, in vista della celebrazione conclusiva ha pensato ad una composizione che contenesse i canti del “Proprio”, tratti dal Graduale Romano e in lingua italiana: da qui il lavoro del M° Daniele Ferretti, la Messa del Buon Pastore per Assemblea, Coro a 4 voci, Ottoni e Organo, pubblicato dalle Edizioni Carrara di Bergamo. Nella quarta domenica di Pasqua la figura dominante è il Buon Pastore: l’immagine evocata nel Vangelo di Giovanni al capitolo 10, da cui ogni anno è tratta la pericope evangelica, ha ben collocato la celebrazione del Congresso Eucaristico di Asti nell’alveo del Giubileo Straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco.

Canto d’Introito: celebra il Signore che si rende presente nell’assemblea riunita nel suo nome, mutuando le strofe e la prima parte del ritornello dal Salmo 32, il quale si presenta come un inno di lode alla provvidenza di Dio, che in questa domenica trova la sua concretizzazione nell’immagine del Buon Pastore. Per introdurre meglio i fedeli al mistero celebrato, poi, la seconda parte del ritornello, aggiunge un invito esortativo: “Ascoltiamo la voce del Buon Pastore, seguiamo con fede il Signore della vita”.
Salmo responsoriale: è tratto dal Salmo 99, il quale invita tutti i popoli a lodare con gioia il Signore. Il motivo della lode emerge nel versetto 3: “Siamo suoi, suo popolo e gregge del suo pascolo” e il ritornello evidenzia questa consapevolezza dell’assemblea orante.
Canto al Vangelo: il versetto alleluiatico (Gv 10, 14) riprende il tema del conoscere: “Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me”.
Canto alla presentazione dei doni: è tratto dal Salmo 62 e accompagna la carità dei fedeli che, offrendo con gioia il pane e il vino, non dimenticano coloro che ne sono sprovvisti, e cercano Dio come la terra arida cerca l’acqua. Con fede sicura, nell’io collettivo del salmista, cantano la fiducia di essere esauditi: “Come saziato dai cibi migliori, con labbra gioiose ti loderà la mia bocca”.
Canto alla Comunione: abbina l’Antifona propria di Comunione “Io sono il buon pastore e offro la vita per le mie pecore” (Gv 10, 14-15) al Salmo 22 (nella notissima versione De Marzi – Turoldo). In tal modo si è voluto lasciare spazio al canto religioso popolare, debitamente valorizzato nell’armonizzazione di Ferretti.

La Messa del Buon Pastore di Daniele Ferretti non cade nel fraintendimento ingenuo di una musica liturgica fruibile immediatamente, come quelle melodie che si cantano quasi da sole. Neppure qui si ricerca l’arte per l’arte: la parte dell’Assemblea è realmente alla portata delle capacità medie dei fedeli e consiste in brevi e opportuni interventi partecipativi, mentre complessivamente, si è dato vita ad una musica “contemporanea” per la liturgia di oggi: una musica per un servizio ecclesiale specifico – quello dei cantori – fatto di sacrificio e di passione. Pochi al servizio di molti, è l’immagine della ministerialità ecclesiale che si è tenuta presente elaborando questa Messa, nella convinzione che quello del coro, sia un ruolo specifico: come quello di chi presiede la celebrazione, del diacono o del lettore.

Vai al catalogo delle Edizioni Carrara.

Sussidio CEI per il Tempo pasquale 2015

Pasqua

E’ online il sussidio per il Tempo pasquale dal titolo Rinfrancate i vostri cuori curato dall’Ufficio Liturgico Nazionale. Nella presentazione Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della CEI, valorizza il tema dell’umanesimo per collegare l’itinerario verso la Pasqua a quello che prepara il Convegno ecclesiale nazionale di Firenze: “L’uomo nuovo, che a immagine di Cristo e con la forza dello Spirito edifica una umanità nuova, […]. L’uomo nuovo non si lascia impaludare nella “globalizzazione dell’indifferenza”, ma soffre con chi soffre, si apre alla fraternità responsabile, si getta con coraggio nelle sfide del presente”.
Il Sussidio intende offrire alle comunità cristiane strumenti e suggerimenti per vivere la grazia di questo Tempo liturgico, attraverso l’individuazione di tre macro aree:
– Biblico-catechetica
– Liturgico-musicale
– Teologico-artistico

Segnalo il mio precedente post inerente lo stesso tema.

Cantare il tempo di Pasqua

emmaus

Il titolo non è casuale: il canto non è qualcosa di estrinseco o di appiccicato al tempo liturgico ma risiede dentro di esso, e respirando con esso all’unisono concorre a esprimerne la spiritualità. Per questo, prima di decidere cosa cantare, bisogna conoscere l’anno liturgico.

I cinquanta giorni che seguono la celebrazione annuale della Pasqua sono considerati come un solo giorno di festa e come una grande Domenica. Pertanto, con la riforma liturgica voluta dal Vaticano II, le Domeniche del tempo pasquale non sono più chiamate “Domeniche dopo Pasqua”, ma “Domeniche di Pasqua”. L’Ascensione del Signore si celebra nel quarantesimo giorno, ma con la possibilità – come avviene in Italia –, di essere traslata alla domenica seguente, prendendo il posto della settimana Domenica di Pasqua. Si conclude con la solennità di Pentecoste.
Il tempo di Pasqua presenta un itinerario della Parola contenente i parametri irrinunciabili di ogni credente e di ogni comunità cristiana, in modo tale che sia rinnovato il senso della fede, della Chiesa e del mondo:
– l’incontro gioioso con Cristo nell’assemblea riunita, il primo giorno della settimana (II Domenica);
– il riconoscimento di Cristo nella Parola e nello spezzare il pane (III Domenica);
– l’impegno a seguire Cristo-Pastore nella ministerialità della Chiesa (IV Domenica);
– la comunione dei credenti con Cristo (V Domenica);
– lo Spirito come “anima” della Chiesa e guida dei credenti (VI Domenica);
– la speranza che dove è Cristo saranno anche i suoi uniti nella stessa gloria (Ascensione);
– l’universalità della Chiesa nella varietà dei suoi ministeri (Pentecoste)

L’ordinamento delle letture di questo tempo è ben descritto da OGLR 99-100.

La lettura del Vangelo per la Messa nel giorno di Pasqua è tratta da Giovanni che fa riferimento al sepolcro vuoto. Si possono leggere anche i testi dei Vangeli proposti per la notte santa, oppure, nella Messa vespertina, il racconto di Luca sui discepoli di Emmaus (…).
Fino alla III Domenica di Pasqua le letture del Vangelo riportano le apparizioni del Risorto. Le letture sul Buon Pastore sono assegnate alla IV domenica di Pasqua. Nella V, VI e VI domenica di Pasqua si leggono stralci del discorso e della preghiera del Signore dopo l’ultima cena.

Una tabella può essere utile per uno sguardo d’insieme sul tempo di Pasqua, e per focalizzare le tematiche di ogni domenica (Anno B).

Propongo qualche canto, tratto dal Repertorio Nazionale:

Alleluia! Giorno di Cristo Risorto RN 165 (T. Rainoldi – M. dal Graduale simplex)
Il Graduale simplex riporta questa melodia con Alleluia e strofe come canto d’ingresso della Domenica di Pasqua.
La forma responsoriale con acclamazione (alleluia), pertanto adatto per l’inizio della celebrazione. E’ richiesta la presenza di un solista o un coretto, al quale tutti rispondono con l’alleluia. Il testo contiene riferimenti al Salmo Responsoriale di Pasqua (1 e 2 str.); al tema della misericordia (3 str.); alla sequenza Victimae paschali (4 str.);
Si può trovare una elaborazione per coro polifonico su Armonia di voci 2/2010 con preludio, interludio e postludio organistico.

Sono risorto RN 188 (T. Mantovani – M. Miserachs)
Forma responsoriale, canto adatto all’ingresso. Il ritornello e la prima strofa si rifanno all’antifona d’ingresso della Domenica di Pasqua. Elaborazione per coro polifonico su Armonia di voci 1/2006.

Victimae paschali laudes RN 195
La sequenza Victimae paschali è di grande efficacia per caratterizzare il tempo pasquale, quale gesto sonoro tipico di questo periodo. Obbligatoria a Pasqua, facoltativa nelle altre domeniche. Si canta dopo la seconda lettura, ma prima del Canto al Vangelo.
Le sequenze sono frutto della creatività liturgica a partire dal sec. VIII. Nascono a partire dalle note con le quali si vocalizzava l’a finale dell’alleluia. Ad ogni nota si attribuiva una sillaba di una frase. L’aggiunta di nuove frasi portò alle strofe e l’aggiunta di strofe a nuove composizioni. In certi ambienti furono inserite in tutte le messe: componimenti assai graditi al popolo, ma lontani dalla latinità aurea; liturgicamente oscuravano nella considerazione dei fedeli altre componenti della messa, ben più importanti. Massima espansione tra il IX e il XIII sec. Poi il declino. Nel Messale di Pio V (1570) ne rimasero solo 4: Victimae Paschali laudes (di Vipone, +1090), Veni, Sancte Spiritus, Lauda Sion, Dies irae. Nel 1727 venne introdotto lo Stabat Mater per la festa della Madonna Addolorata. Dal Messale odierno il Dies irae è stato depennato, lo si trova ancora nella Liturgia delle Ore.
Una bella alternativa alla stupenda melodia gregoriana, è Alla vittima pasquale di Aurelio Zorzi, composta sul testo liturgico italiano, ad una voce. Il brano rispetta la forma della sequenza.

Uomini di Galilea RN 192 (T. Atti 1,11 – M. Zorzi)
Il testo tratto dagli Atti degli Apostoli (1,11) è anche quello dell’Antifona d’ingresso della Solennità dell’Ascensione. Il testo delle strofe si riferisce a Col 1,15-16 e a Ap 12,10.

Regina coeli RN 218
Se canto alla Madonna ci deve essere, in tempo di Pasqua non può che essere il Regina coeli. Nella composizione, attribuita a Gregorio V (996-998), ci si rallegra con la Vergine per il trionfo del suo Figlio sulla morte. Maria è associata a questa vittoria e pertanto è Regina, ma il pensiero corre al vero motivo della gioia, la risurrezione del Figlio, che, apertamente confessata, si trasforma in supplica: prega per noi. La melodia gregoriana avvolge le parole con un movimento leggero e pieno di entusiasmo. Canto propriamente pasquale, usato come antifona fin dal XII secolo per i vespri di Pasqua.
Il Repertorio Nazionale propone anche una composizione in italiano: Regina dei cieli RN 184.

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