Musica della liturgia

BLOG di don Simone Unere. Uno spazio per convogliare pensieri, notizie, approfondimenti sull’aspetto musicale della vita liturgica della Chiesa e condividere opinioni.

Archivio per la categoria “Sussidi”

Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci

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E’ online il nuovo Sussidio liturgico Avvento-Natale 2016. Dall’introduzione di Don Franco Magnani: “Una consistente sezione del sussidio mira a sviluppare un ascolto incarnato della ricchissima offerta delle letture bibliche dell’Avvento, con un particolare riferimento ai testi propri del ciclo A. La sezione liturgico-celebrativa del Sussidio di Avvento Natale mira a mettere in luce la caratteristica propria di ciascuna solennità/domenica/festa, così come viene illustrata dall’eucologia, dalla liturgia della Parola, dal Calendario Romano generale, dal Direttorio su pietà popolare e Liturgia e da altri testi del Magistero (es. Marialis cultus). La tematica propria di ogni solennità/domenica/festa ha ispirato anche la monizione iniziale, composta secondo il criterio della brevità ed essenzialità. Per ciascuna domenica/festa/solennità vengono suggeriti, per le parti del proprio della Messa, dei canti pertinenti tratti dal Repertorio Nazionale CEI; per ogni celebrazione è offerta anche la scheda di presentazione di uno dei canti indicati.  Secondo la raccomandazione dell’Ordinamento Generale del Messale Romano circa l’esecuzione del salmo responsoriale «con il canto, almeno per quanto riguarda la risposta del popolo» (OGMR 61) vengono presentate per ciascuna domenica/festa/solennità la partitura del salmo, in formato pdf, e la relativa registrazione audio esemplificativa”.

Prima melodia per il rito della Messa

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Canto e musica esprimono un investimento sulla forma dell’atto liturgico che sposta l’azione su un piano “altro”. La peculiarità del canto liturgico, alla fin fine, sta proprio in questo: nel consentire il superamento del livello meramente informativo del “dire”. Infatti, non solo e non tanto per uno scambio di contenuti verbali si legge, si dialoga, si interagisce nella celebrazione, ma per instaurare la relazione tra Dio e l’assemblea. Ciò è particolarmente evidente nell’intonazione dell’eucologia o nella proclamazione cantata delle letture: una modalità di “prendere la parola” tipica del contesto rituale, che alla relazione Dio-popolo contribuisce a dare forma sacramentale, immettendo nella dimensione simbolica della liturgia. La seconda edizione italiana del Messale Romano (1983) riporta le melodie per il canto dei ministri in dialogo con l’assemblea: purtroppo, la scelta di collocarne la notazione in appendice, “ad experimentum”, non ne favorisce l’utilizzo e solo debolmente smentisce quella inespressa quanto diffusa idea – o di essa ne è conseguenza – che ancora intende il canto come un elemento superfluo ed accessorio alla celebrazione, un suo ornamento per la solennità o una ricreazione dei fedeli. La Conferenza Episcopale Italiana ha anche pubblicato un sussidio musicale (1993), sconosciuto ai più, contenente tutte le melodie finora edite nei libri liturgici in italiano, acquistabile anche online.

Prima melodia per il rito della Messa:
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Ascoltare – Cantare – Celebrare

cantare celebrare

Propongo alla vostra attenzione un testo di Universa Laus, il cosiddetto “Documento II”, pubblicato nel 2002, dal titolo: La musica nelle liturgie cristiane. Nella declinazione dei tre verbi – ascoltare, cantare, celebrare – viene messo in luce l’aspetto comunitario, interpersonale e ministeriale della liturgia, offrendo non pochi spunti di riflessione.

Universa Laus è un’associazione internazionale che si occupa dello studio del canto e della musica per la liturgia; ufficialmente è nata in Svizzera nell’aprile 1966, ma le radici di questo gruppo si trovano in un nucleo fondatore di liturgisti e musicologi che si era riunito per la prima volta nel 1962 (anche se alcuni di loro lavoravano insieme già da un decennio). L’oggetto iniziale del loro studio fu costituito dal sostegno fornito a coloro che erano incaricati di presentare e poi di attuare le riforme del Concilio Vaticano II (qui il sito di Universa Laus – Area italiana).

Di seguito il testo (scarica il pdf):

UNIVERSA LAUS – Documento II
La musica nelle liturgie cristiane

Dio crea parlando. Ogni persona è chiamata a unirsi a quest’opera creatrice. Il Verbo suscita un popolo che parla e rimane in ascolto. Ogni cristiano è invitato a rendersi disponibile e vigilante per rispondere a Dio personalmente.

1. Ascoltare
1.1 L’ascolto impegna la totalità del corpo individuale. L’atteggiamento di ascolto per cui “tendiamo l’orecchio” mette in stato di vigilanza tutti i nostri sensi, così che il corpo si fa tutto udito. L’orecchio governa il corpo che ascolta. L’essere umano esiste perché tutto in lui è interpellato dall’ascolto.
1.2 Ascoltando la parola degli altri, colui che ne era incapace (in-fans) impara a parlare, fa propria l’immagine del suo corpo che ascolta e che parla: diventa se stesso e si rende presente al mondo. Il nostro modo di essere e la qualità del nostro ascolto dipendono da come noi stessi siamo stati accolti e ascoltati.
1.3 Il nostro ascolto è capace di offrire ospitalità all’altro così come egli è. Possiamo essere attenti, in ciò che egli esprime, a quello che dice, ai suoi silenzi, alla sua relazione con Dio, al rumore del mondo in lui e attorno a lui. L’ascolto ci armonizza con l’altro e, insieme a lui, con l’inaudito, che dalla sua parola e dal suo silenzio viene rivelato.
1.4 Non c’è liturgia senza ascolto comunitario della Parola di Dio né senza ciò che essa genera, cioè il reciproco ascolto tra i membri dell’assemblea. Il mettersi insieme in ascolto della Parola di Dio è la sorgente di ogni ascolto reciproco.
1.5 Ascoltare è la prima forma di partecipazione. Partecipare consapevolmente, attivamente e intensamente all’azione liturgica è qualcosa che va oltre la semplice esecuzione dei riti prescritti. Ascoltando, siamo mossi a rispondere con la preghiera, il canto e i gesti, così da aver parte con gli altri al mistero di Cristo.
1.6 Per ascoltare, diciamo che “facciamo silenzio” ma, in realtà, il silenzio è rivelato dal nostro ascolto. Il silenzio non è definito dall’assenza di rumore. Possiamo percepirlo quando il nostro corpo rimane quieto e disponibile, in atteggiamento di ascolto vigilante.
1.7 Il silenzio interiore è l’origine e la condizione della parola e del canto. Parola e canto sono intimamente legati al silenzio. Essi prendono valore dal silenzio da cui nascono, dal silenzio che li anima, e dal silenzio al quale tendono e nel quale hanno il loro compimento.
1.8 Il silenzio è l’atteggiamento della mente e del cuore di chi abbandona ogni chiacchiera inutile per volgersi verso il Verbo. Il silenzio interiore è la qualità fondamentale di tutti i gesti liturgici. In questo senso, non possiamo in realtà fare altro che modulare il silenzio, parlando, cantando, suonando, camminando, prostrandoci, ecc.
1.9 Nell’assemblea celebrante, i ministri, servi della Parola, devono avere un orecchio da discepoli, un “orecchio liturgico”. Se divengono “ascoltanti”, essi, mediante la parola, creano il canto, il gesto, la postura del corpo o il silenzio: condizioni necessarie perché l’orecchio dell’assemblea si apra e il suo ascoltare sia un tendere l’orecchio.
Scritture, di offrire ad essa il proprio corpo, perché l’assemblea possa a sua volta udirla, ascoltarla e lasciare che s’incarni in lei. Da parte sua, il ministro del canto ha il compito di essere in ascolto dell’assemblea per risvegliare in essa la voce che le è propria e per liberarne il canto.
1.11 Col tempo, le difficoltà della vita possono renderci sordi. La liturgia ha il potere di educarci e rieducarci incessantemente all’ascolto, alla parola e al canto.

2. Cantare nella liturgia
2.1 Il gesto vocale è un traguardo nell’evoluzione del linguaggio umano: la posizione eretta ha reso possibile la risonanza della colonna vertebrale e di tutto il corpo; le labbra, la lingua e le mascelle, legate in origine alle funzioni di presa, sono divenute disponibili per il linguaggio articolato; il gesto corporeo primario si è trasformato in grido, poi in canto e in parola. In questo lento processo di umanizzazione, l’essere umano si identifica progressivamente con il logos che lo attraversa; diventa capace di donare se stesso per mezzo della parola e del canto.
2.2 L’atto di cantare mette in gioco tutta la persona. Richiede corpo disponibile, intelligenza e memoria vigilanti. Passando dalla parola al canto, la voce tende ad arricchirsi: si presenta più limpida, più sonora, più “elevata”, non più forte però. La voce cantata illumina la parola e l’intero essere.
2.3 Il canto unifica la persona e crea unità nell’assemblea. Il canto favorisce un atteggiamento di ascolto, compassione, gioia, serenità… Chi ascolta e canta con tutto il proprio corpo viene risvegliato, come soggetto, nel suo sentire e agire. Il canto tende a unificare anche i gruppi umani. Il canto comunitario, animato dallo Spirito, chiama all’unanimità tutti coloro che sono salvati da Cristo, perché lodino con un cuore solo e un’anima sola, formando così un’assemblea santa, corpo di un medesimo ascolto.
2.4 La pratica cristiana è essenzialmente comunitaria: si tratta di cantare insieme, cosa che presuppone un ascolto reciproco esigente. Non ascoltiamo allo stesso modo, quando ascoltiamo insieme. La voce riproduce soltanto ciò che l’orecchio sente; se perciò interiorizziamo la voce degli altri, interiorizziamo anche ciò che gli altri ascoltano. Questa armonizzazione aiuta ciascuno a non ripiegarsi su se stesso, fa passare attraverso la prova del crogiuolo comunitario e dischiude l’ascolto individuale. Le nostre voci possono allora unirsi per formare un’unica risposta, suscitata dal medesimo Spirito.
2.5 L’ascolto reciproco nel canto genera una nuova qualità di relazione fra le persone. Mentre ci rende attenti alla presenza vocale dei membri dell’assemblea, sollecita anche la nostra attenzione nei confronti della presenza quotidiana e concreta dei fratelli e delle sorelle. Il gesto vocale del canto comunitario impegna al gesto etico del servizio.
2.6 Per sua natura, il canto richiede a colui che canta di dare del suo. Per la sua natura ministeriale, il canto liturgico conduce gradualmente il cantore a offrire se stesso in sacrificio di lode nello Spirito, per mezzo di Cristo: il canto liturgico ha perciò funzione educativa, e di introduzione al mistero. Il canto nuovo è quello dell’uomo nuovo che mette in pratica la Parola: egli non canta soltanto con la voce, ma con la propria vita. Così il cantore diviene lode gradita a Dio.
2.7 Non vi sono, in liturgia, canti o musiche che siano sacri in se stessi. Nel culto cristiano, non la musica è sacra, ma la viva voce dei battezzati che cantano in Cristo e uniti a lui.
2.8 In liturgia, la bellezza di un canto o di una musica non esiste indipendentemente dalla celebrazione, dal luogo, dal rito e dall’assemblea che li accolgono. Il canto e la musica possono certamente manifestare ed esaltare la verità di ciò che l’assemblea sta vivendo. Ma ciò che importa è l’atteggiamento di ascolto e di canto di un’assemblea, disponibilità che le conferisce bellezza e che la apre alla bellezza ulteriore.
2.9 Il canto dell’assemblea è intimamente segnato da una gioia nuova, ma porta le tracce dei limiti dell’ascolto individuale e comunitario. Siamo messi alla prova dalla percezione di questi limiti, ma in realtà è una sofferenza di tipo diverso: deriva dal fatto che non siamo ancora completamente rinnovati dal “canto nuovo” che intoniamo e dalla “novità” di Colui che cantiamo.
2.10 Il canto dell’assemblea è sempre possibile, ma è sempre in ricerca della propria pienezza. Il canto è in tal modo testimonianza della Promessa: proclama che il Regno è già presente. Ed è al tempo stesso segno profetico: annuncia che il Regno deve ancora venire. Nella presenza e nell’attesa del Regno, i nostri canti non aggiungono nulla a ciò che Dio è, ma ci avvicinano a Lui.
2.11 Canti, inni, ritornelli e acclamazioni, utilizzati nelle liturgie cristiane, formano un corpus specifico. Essi hanno grande pregnanza in noi perché il canto, che unisce una musica e un testo, fa sì che essi entrino nella memoria. Come le orazioni, i prefazi e le altre parole della liturgia, sono un importante luogo di mediazione tra la Parola e le nostre parole umane.
2.12 Il corpo di colui che canta è il luogo sacro in cui egli sta alla presenza di Dio. Nella liturgia cristiana, il canto dell’assemblea ha bisogno del corpo di ciascuno, donato e unito a tutti, per formare un solo corpo. I credenti, resi capaci di fare corpo mediante il loro canto, uniti per mezzo dello Spirito per essere Corpo di Cristo, partecipano al mistero dell’Incarnazione e manifestano la gloria di Dio.

3. Celebrare con un cuore solo e una sola voce
3.1 Nella celebrazione liturgica, musica e canto permettono a tutti di radunarsi, di accogliersi nelle somiglianze e nelle differenze, di fare corpo senza escludere nessuno, di congiungersi all’azione di grazie dell’ekklesìa in preghiera. Per far sgorgare il canto profondo di tutti e di ciascuno, la musica liturgica deve toccare nell’intimo tutti coloro che vi partecipano, accordandosi ai loro ritmi vitali. Il corpo pacificato conduce al cuore pacificato, l’unità dell’essere all’unione delle persone. Nella stessa dinamica, in comunione fra loro attraverso l’ascolto e il canto, i membri dell’assemblea sono chiamati a uscire da se stessi per andare incontro agli altri.
3.2 Nell’azione liturgica, musica e canto hanno una funzione ospitale: aprire all’ascolto, creare uno spazio di identità mistica in cui gli esseri partecipano di ciò che è il loro fondamento. Preparano il gruppo e i singoli a formare un solo popolo. Musica e canti consentono a ciascuno di abitare nella casa del Signore e di unirsi alla grande lode che vi risuona.
3.3 Perché anche il più piccolo vi trovi il suo posto, la musica liturgica non dev’essere inaccessibile. Perché ciascuno possa essere guidato lungo un cammino di liberazione, essa non deve rimanere chiusa entro luoghi comuni. Come pellegrini che abitano in terra straniera, i fedeli radunati elevano un canto nuovo, che appare allora, al tempo stesso, conosciuto e inaudito.
3.4 Nell’umiltà del servizio, il canto rivela alla comunità ecclesiale che essa ha un ruolo profetico. Il canto comunitario manifesta a tutti che ciascuno riceve sempre e di nuovo se stesso dall’altro e arricchisce l’altro del proprio bene. Ricorda in tal modo che la comunità deve battersi contro il rifiuto della condivisione, lo smarrimento delle differenze, l’asservimento dei più deboli.
3.5 Lasciarsi pacificare, unire, liberare, accogliere e convertire: questo significa celebrare con la propria voce e con gli strumenti. Se tale è il canto nella liturgia cristiana, il ministero musicale nella Chiesa ha in sé qualcosa di temibile. Compositori, cantori, strumentisti non possono dedicarvisi con verità se non aiutando l’assemblea a divenire soggetto della celebrazione formando un solo corpo, e rimanendo con essa in ascolto di ciò che dice lo Spirito.
3.6 In liturgia, musica e canto hanno il compito di favorire, accompagnare ed esprimere il passaggio dalla morte alla vita, che è il frutto di ogni azione sacramentale. Senza violenza, musica e canto possono distogliere il discepolo dalla contemplazione di se stesso e aprirgli gli orizzonti più ampi della promessa evangelica. Senza tuttavia che nessuno – né presidente, né cantore, né ministro alcuno – possa considerarsi padrone del momento in cui si compie, in ciascun membro dell’assemblea, lo spogliamento di se stesso, e tanto meno il passaggio pasquale o l’adozione filiale.

Cantare la liturgia

cantare

Dopo 50 anni dalla riforma liturgica è opportuno fare il punto della situazione, quasi un tagliando, per procedere più spediti e con più entusiasmo. Stiamo attraversando un momento di appiattimento nelle celebrazioni. In molte chiese manca la guida del canto dell’assemblea. Certe liturgie sono animate da persone con poca preparazione liturgica e musicale. Il punto centrale è la formazione; perciò bisogna ripartire dai seminari.

Segnalo che la rivista “Vita Pastorale” (Periodici San Paolo) nel numero di febbraio 2016 ha pubblicato un dossier intitolato Cantare la liturgia il quale, tra i link utili, porta anche questo blog (vedi pag. 37). Grazie!

Ecco il sommario:
– Il canto liturgico: luci e ombre (Antonio Parisi)
– Ci sarebbe da fare… (Antonio Parisi)
– Da Pio X al Concilio (Vincenzo De Gregorio)
– Le scuole ci sono (Carlo Paniccia)
– Prima dei canti, insegnare a cantare (Franco Gomiero)
– Suonare è pregare (Pierangelo Ruaro)
– La partecipazione attiva (Domenico Donatelli)

Clicca qui per il download del dossier.

Online il nuovo sussidio CEI per la Quaresima

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Segnalo che è disponibile online il nuovo Sussidio liturgico-pastorale del Tempo di Quaresima-Triduo 2016: Nella tua misericordia, a tutti sei venuto incontro. Questa espressione, tratta dalla Preghiera eucaristica IV, esprime l’ampiezza della misericordia divina e la sua azione preveniente, che precede ogni altra iniziativa umana. Celebrare la Quaresima, tempo di conversione, significa accogliere prima di tutto in noi la forza della misericordia divina; mentre celebrare la Pasqua significa rendersi disponibili a prolungare nel tempo l’azione del Risorto che ci manda come suoi discepoli.

Il Sussidio, offre:
– Commento biblico-liturgico (una proposta di riflessione biblica, a partire dalle letture domenicali)
– Indicazioni celebrative (per ogni domenica e festività si danno alcune sobrie e puntuali indicazioni celebrative)
– Proposta liturgico-musicale (adeguata proposta di animazione liturgico-musicale)
– Percorso di formazione catechetica (schede di catechesi)
– Sezione patrimonio artistico (con relativi commenti teologici

Sussidio liturgico Avvento-Natale 2015

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Segnalo che è online il sussidio “Il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nella misericordia” a cura dell’Ufficio Liturgico della CEI. Suddiviso nei due tempi di Avvento e Natale, ne rispetta la natura liturgica propria. Per ogni Domenica e festività si propongono riflessioni bibliche, indicazioni liturgiche, suggerimenti per il repertorio musicale (in particolare, è possibile scaricare lo spartito di tutti i Salmi Responsoriali e ascoltare file mp3) e orientamenti catechistici.

Vai al sussidio

Musica liturgica in Francia

Portale-musica-liturgica

Per chi conosce sufficientemente bene il francese, segnalo l’ambito dedicato alla musica del Portail de la Liturgie Catholique a cura del Service National de la Pastorale Liturgique e Sacramentelle della Conferenza Episcopale Francese. Ben fatto e con un bel po’ di materiale utile alla formazione. Speriamo che sul sito dell’Ufficio Liturgico Nazionale della CEI, la pagina inerente la musica liturgica sia presto redatta con altrettanta diligenza.

Sussidio CEI per il Tempo pasquale 2015

Pasqua

E’ online il sussidio per il Tempo pasquale dal titolo Rinfrancate i vostri cuori curato dall’Ufficio Liturgico Nazionale. Nella presentazione Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della CEI, valorizza il tema dell’umanesimo per collegare l’itinerario verso la Pasqua a quello che prepara il Convegno ecclesiale nazionale di Firenze: “L’uomo nuovo, che a immagine di Cristo e con la forza dello Spirito edifica una umanità nuova, […]. L’uomo nuovo non si lascia impaludare nella “globalizzazione dell’indifferenza”, ma soffre con chi soffre, si apre alla fraternità responsabile, si getta con coraggio nelle sfide del presente”.
Il Sussidio intende offrire alle comunità cristiane strumenti e suggerimenti per vivere la grazia di questo Tempo liturgico, attraverso l’individuazione di tre macro aree:
– Biblico-catechetica
– Liturgico-musicale
– Teologico-artistico

Segnalo il mio precedente post inerente lo stesso tema.

Sussidio CEI Quaresima – Triduo pasquale 2015

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E’ da oggi online il sussidio per la Quaresima e per il Triduo Pasquale curato dall’Ufficio Liturgico Nazionale.
Certo non brilla per puntualità poiché la pubblicazione alla vigilia del Mercoledì delle Ceneri ne limita l’utilizzo, perlomeno da un punto di vista musicale. Anche la comunità parrocchiale più attenta o il coro più di buona volontà che volessero adeguare il loro repertorio, hanno bisogno di un certo lasso di tempo per programmare l’attività.
Nella presentazione Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della CEI, valorizza il tema dell’umanesimo per collegare l’itinerario verso la Pasqua a quello che prepara il Convegno ecclesiale nazionale di Firenze: “L’uomo nuovo non si lascia impaludare nella “globalizzazione dell’indifferenza”, ma soffre con chi soffre, si apre alla fraternità responsabile, si getta con coraggio nelle sfide del presente”.
Il Sussidio intende offrire alle comunità cristiane strumenti e suggerimenti per vivere la grazia di questo Tempo liturgico, attraverso l’individuazione di tre macro aree:

– Biblico-catechetica
– Liturgico-musicale
– Teologico-artistico

L’ambito liturgico-musicale contiene proposte tratte dal Repertorio Nazionale Canti per la Liturgia, descritte sotto il profilo testuale, esecutivo e di pertinenza rituale.

Sussidio Avvento-Natale 2014

sussidio

L’Ufficio Liturgico Nazionale ha pubblicato il Sussidio Avvento-Natale 2014, articolato in tre sezioni: liturgica (e musicale), catechistica (familiare e giovanile), caritativa.
La sezione liturgica contiene innanzitutto una proposta biblica, a partire dalle letture domenicali. A questa seguono alcune indicazioni celebrative: per ogni tempo liturgico (Avvento e Natale) è fornita una introduzione generale; per ogni domenica e festività si danno alcune sobrie e puntuali indicazioni celebrative, che aiutano a vivere nella “nobile semplicità” la celebrazione della festa. Non si è ceduto alla tentazione dell’animazione intesa come puro coinvolgimento, nella convinzione che la liturgia debba mantenere il suo carattere proprio; altre iniziative, infatti, possono opportunamente trovare il loro spazio in altre circostanze. Infine, per ogni domenica è fornita una proposta musicale: si potrà anche discutere se sia la migliore possibile, ma non è esclusiva e soprattutto ha il pregio di essere seria e calibrata. Particolare importanza è data al canto del Salmo responsoriale del quale viene allegato lo spartito in formato pdf. Degno di nota è anche il materiale riguardante il repertorio: alcuni canti vengono presentati approfondendoli da un punto di vista testuale e musicale.

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