Musica della liturgia

BLOG di don Simone Unere. Uno spazio per convogliare pensieri, notizie, approfondimenti sull’aspetto musicale della vita liturgica della Chiesa e condividere opinioni.

Ma i preti cantano? Il canto del ministro che presiede

preti-canto

Espressioni come presiedere la celebrazione, presbitero che presiede o altre similari, sono piuttosto recenti. In Musicam Sacram (=MS) la riscontriamo una sola volta al n. 14, ed è già rilevante: «Il sacerdote presiede la santa assemblea in persona di Cristo». In merito al canto, gli interventi del ministro che presiede riguardano: prima della celebrazione, una certa qual “regia” musicale concorrendo alla scelta delle parti cantate (cfr. MS 15); durante la celebrazione, il canto in dialogo con i fedeli e la partecipazione al canto dell’assemblea (cfr. MS 7, 16, 26).

L’atto di presiedere una celebrazione inizia prima di essa e colui che la presiede ne è il primo responsabile poiché deve guidare la preghiera di tutta l’assemblea, in tutte le sue espressioni. Per questo è suo compito preparare ogni azione liturgica non da solo, ma dialogando con «tutti coloro che devono curare la parte rituale o pastorale o del canto» (MS 5), in questo caso con l’animatore del canto, il direttore del coro, l’organista, e gli altri ministri: chi presiede è chiamato a coordinare gli elementi (parole, gesti, canti…), e stimolare gli interventi dei fedeli e dei ministri. MS prevede, infatti, una serie di possibilità, dei gradi di partecipazione che dovrebbero essere di volta in volta vagliati per non cadere nel consunto programma canoro “inizio-offertorio-comunione-fine” con l’aggiunta “alleluia-santo”. La varietà delle modalità celebrative alle quali ci si riferisce (cfr. MS 7, 10, 16, 28) deve senza dubbio essere conosciuta e desiderata in primo luogo dal celebrante che presiede.

Durante la celebrazione, la natura gerarchica della Chiesa, rettamente intesa, sarà manifestata dal canto proprio di ciascun ministro, compreso quello del ministro ordinato che presiede. Il suo compito ministeriale richiamerà quel ministero già svolto dal Cristo in favore del suo popolo, quando pregherà a nome di tutta l’assemblea sollecitando la sua risposta: Amen! Purtroppo il canto dell’eucologia viene largamente considerato come un artificio, in primis dal clero. Ma viste le problematiche delle nostre assemblee, invece, ai pastori potrebbe quantomeno venire il dubbio che proprio questa possibilità musicale possa divenire utile per sottrarre i testi liturgici alla banalità di una lettura sciatta e incolore, all’ovvietà stereotipata delle formule e delle risposte ripetitive. L’alto compito di queste preghiere dialogate è quello di “annodare” l’assemblea celebrante. Non si tratta, pertanto, di briciole da lasciar cadere o di riti da osservare in maniera formalistica: il ministro ordinato che presiede l’assemblea dialoga con Dio e dialoga con i fedeli. L’equilibrio sincero, vero e umile del canto presidenziale viene garantito anche dalla musica che porta la sua preghiera, poiché se il canto assembleare può certamente far uso della poesia e del fascino dei ritmi, che il canto del coro arricchirà con il suo apporto, il canto del ministro che presiede si serve di una linea melodica sobria. Egli non è un virtuoso. Poche note, poche formule melodiche bastano alla sua preghiera o al suo rendimento di grazie.

Per i presbiteri che volessero scommettere sull’efficacia pastorale del loro canto liturgico, allego la Prima melodia della Messa e l’audio per ascoltarne le melodie.

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