Musica della liturgia

BLOG di don Simone Unere. Uno spazio per convogliare pensieri, notizie, approfondimenti sull’aspetto musicale della vita liturgica della Chiesa e condividere opinioni.

Passato, presente, futuro

de-gregorio

Mons. Vincenzo De Gregorio al “Giubileo dei Cori” del 21 ottobre 2016. Estratto della relazione:

La Liturgia non è mai stata operazione archeologica. La tradizione che ci viene consegnata da questa lunghissima storia di canto, è una storia di continua innovazione. La miseria di tante produzioni contemporanee del presente, repertori che non avrebbero accoglienza da nessuna parte ma che sono inserite nelle liturgie di oggi, ci ricordano che il canto della Chiesa non è mai stato banale e brutto, soprattutto non é mai stato tecnicamente povero. Dal passato di questa storia di canto, abbiamo possibilità di elaborare una condizione di equilibrio tra canto liturgico del passato e del presente, canto religioso popolare, canto degli specialisti e canto di tutti.

Siamo entrati nella riforma liturgica che ci ha consegnato il Vaticano II da popolo a-musicale. Ne abbiamo sofferto pertanto le conseguenze in termini di assimilazione difficilissimi: come italiani, da cittadini, non siamo formati al canto corale, ancor meno alla musica strumentale.

Dalla impreparazione musicale da Italiani è derivata la impreparazione musicale per la liturgia in lingua corrente: lo dimostra ampiamente la incapacità o la disattenzione che la Chiesa in Italia ha dato per alcuni decenni, alla cura del repertorio dei canti per la Liturgia. Non é significativo che la stragrande maggioranza dei sussidi per il canto nelle comunità e nelle parrocchie siano con i soli testi e senza neanche una nota su un rigo musicale? Il confronto con l’impegno profuso da altre Chiese nelle lingue nazionali, è impietoso: il nostro Repertorio Nazionale è datato a pochi anni fa. Per molti, troppi, anni il canto della Liturgia è stato gestito da improvvisati cantautori, da case editrici, da fondatori e capi carismatici di movimenti ecclesiali autopromossi compositori di testi e di melodie. E’ significativa, in questo ambito, la distrazione della Pastorale per la catechesi dell’iniziazione cristiana: nuovi bellissimi testi per il catechismo in preparazione alla celebrazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana e neanche un accenno ad accompagnare questo percorso con un repertorio di canti adeguati che in quella fase avrebbero creato con facilità e quasi spontaneità un popolo di adulti che sapesse cantare una pur minima parte delle celebrazioni, soprattutto dell’Eucaristia.

Scarica l’intera relazione.

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