Musica della liturgia

BLOG di don Simone Unere. Uno spazio per convogliare pensieri, notizie, approfondimenti sull’aspetto musicale della vita liturgica della Chiesa e condividere opinioni.

Archivi per il mese di “novembre, 2016”

Il canto: anzitutto mattoni e calce

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Mi sono recentemente trovato nella situazione di dover rendere con un’immagine la funzione del canto nella liturgia.

Vedete questa nostra bella Cattedrale? Noi ne ammiriamo le decorazioni e gli affreschi, ma guardate bene: osservate le mura, le colonne, i capitelli, gli archi. Tutto questo è fatto con mattoni e calce: sono questi a dare alla nostra Cattedrale la sua forma. Se non ci fossero le mura, neanche gli affreschi potrebbero esserci.

Quando parliamo di canto liturgico il discorso quasi subito scivola sui “canti”: inizio, offertorio, comunione. Come il visitatore distratto che si sofferma solo sugli affreschi. Non che ciò che è dipinto non sia importante, al contrario è espressione di fede. Anche “i canti” lo sono o dovrebbero esserlo: tuttavia sono momenti nei quali facilmente entra in causa il gusto personale, la preferenza per questo o quell’autore, dove si sceglie con criteri non proprio ortodossi. E allora da affreschi, questi canti si riducono a fregi, orpelli e ornamenti di questo o quello stile, diventando insignificanti o superflui nella celebrazione. E’ quanto mai urgente e importante, allora, invitare a soffermarsi sul canto in quanto atto del cantare e in quanto codice sonoro della celebrazione, essenziale per la sua forma. Cioè pensare al canto come ai mattoni e alla calce, elementi semplici e anche nascosti ma che posizionati uno sull’altro e uniti conferiscono alla Cattedrale la sua forma. Che brutta una celebrazione in-forme, come una tenda che si affloscia su se stessa: mai significativa se non grazie a cause esterne che talvolta aggiungono pathos, come una qualche festa o ricorrenza.

In che modo il canto contribuisce a dare forma alla celebrazione? Se l’invocare, il supplicare, l’acclamare, il proclamare, il dialogare, diventano quello che sono. Il canto permette che prendano la loro forma. Davvero troppo e oltre ogni ragionevole limite, condanniamo tutto al “dire” che può andare bene per lo spiegare e al massimo per il narrare, ma non per tutti i diversi modi di presa di parola che incontriamo nella celebrazione. Queste hanno bisogno del canto! Anche se solo di poche note.

Il canto: mattoni e calce per dare forma alla celebrazione (come il silenzio, i gesti e i movimenti del corpo…).

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Passato, presente, futuro

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Mons. Vincenzo De Gregorio al “Giubileo dei Cori” del 21 ottobre 2016. Estratto della relazione:

La Liturgia non è mai stata operazione archeologica. La tradizione che ci viene consegnata da questa lunghissima storia di canto, è una storia di continua innovazione. La miseria di tante produzioni contemporanee del presente, repertori che non avrebbero accoglienza da nessuna parte ma che sono inserite nelle liturgie di oggi, ci ricordano che il canto della Chiesa non è mai stato banale e brutto, soprattutto non é mai stato tecnicamente povero. Dal passato di questa storia di canto, abbiamo possibilità di elaborare una condizione di equilibrio tra canto liturgico del passato e del presente, canto religioso popolare, canto degli specialisti e canto di tutti.

Siamo entrati nella riforma liturgica che ci ha consegnato il Vaticano II da popolo a-musicale. Ne abbiamo sofferto pertanto le conseguenze in termini di assimilazione difficilissimi: come italiani, da cittadini, non siamo formati al canto corale, ancor meno alla musica strumentale.

Dalla impreparazione musicale da Italiani è derivata la impreparazione musicale per la liturgia in lingua corrente: lo dimostra ampiamente la incapacità o la disattenzione che la Chiesa in Italia ha dato per alcuni decenni, alla cura del repertorio dei canti per la Liturgia. Non é significativo che la stragrande maggioranza dei sussidi per il canto nelle comunità e nelle parrocchie siano con i soli testi e senza neanche una nota su un rigo musicale? Il confronto con l’impegno profuso da altre Chiese nelle lingue nazionali, è impietoso: il nostro Repertorio Nazionale è datato a pochi anni fa. Per molti, troppi, anni il canto della Liturgia è stato gestito da improvvisati cantautori, da case editrici, da fondatori e capi carismatici di movimenti ecclesiali autopromossi compositori di testi e di melodie. E’ significativa, in questo ambito, la distrazione della Pastorale per la catechesi dell’iniziazione cristiana: nuovi bellissimi testi per il catechismo in preparazione alla celebrazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana e neanche un accenno ad accompagnare questo percorso con un repertorio di canti adeguati che in quella fase avrebbero creato con facilità e quasi spontaneità un popolo di adulti che sapesse cantare una pur minima parte delle celebrazioni, soprattutto dell’Eucaristia.

Scarica l’intera relazione.

Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci

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E’ online il nuovo Sussidio liturgico Avvento-Natale 2016. Dall’introduzione di Don Franco Magnani: “Una consistente sezione del sussidio mira a sviluppare un ascolto incarnato della ricchissima offerta delle letture bibliche dell’Avvento, con un particolare riferimento ai testi propri del ciclo A. La sezione liturgico-celebrativa del Sussidio di Avvento Natale mira a mettere in luce la caratteristica propria di ciascuna solennità/domenica/festa, così come viene illustrata dall’eucologia, dalla liturgia della Parola, dal Calendario Romano generale, dal Direttorio su pietà popolare e Liturgia e da altri testi del Magistero (es. Marialis cultus). La tematica propria di ogni solennità/domenica/festa ha ispirato anche la monizione iniziale, composta secondo il criterio della brevità ed essenzialità. Per ciascuna domenica/festa/solennità vengono suggeriti, per le parti del proprio della Messa, dei canti pertinenti tratti dal Repertorio Nazionale CEI; per ogni celebrazione è offerta anche la scheda di presentazione di uno dei canti indicati.  Secondo la raccomandazione dell’Ordinamento Generale del Messale Romano circa l’esecuzione del salmo responsoriale «con il canto, almeno per quanto riguarda la risposta del popolo» (OGMR 61) vengono presentate per ciascuna domenica/festa/solennità la partitura del salmo, in formato pdf, e la relativa registrazione audio esemplificativa”.

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