Musica della liturgia

BLOG di don Simone Unere. Uno spazio per convogliare pensieri, notizie, approfondimenti sull’aspetto musicale della vita liturgica della Chiesa e condividere opinioni.

Rito ed emozione del canto

emozione

Se l’aspettativa di un modo di celebrare che corrisponda alla propria sensibilità può essere legittima, la pretesa che il rito serva per esprimere il mondo soggettivo dei partecipanti rappresenta invece un rischio “mortale” per il rito stesso. Il rito non è semplicemente espressione di chi lo celebra; al contrario, vuole agire su coloro che lo celebrano, lasciando efficacemente il segno sul loro essere e sul loro vissuto. (…) Il rito presenta i caratteri di una azione appartenente ad un ordine che precede i partecipanti e che non è una loro creazione.

Ciò significa che, pur tenendo conto di tutto il mondo personale con cui ciascuno entra nel rito, è decisiva la disposizione a lasciarsi coinvolgere dalle azioni rituali e lasciarsi modificare da esse. (…) E’ rischioso, quindi, gestire il canto liturgico in funzione di assecondare semplicemente i gusti e le proprie attitudini musicali, di qualsiasi livello tecnico esse siano rispetto alla musica (spesso questo atteggiamento fa del canto un fattore di divisione e contrapposizione tra i fedeli). Ciò che è chiesto al canto è di offrire ai celebranti la possibilità di compiere il gesto liturgico che l’ordo rituale prevede, lasciando che esso provochi o susciti in noi una corrispondente reazione emotivo-affettiva. (…) Rimane importante anche il fatto che la proposta musicale (del canto liturgico) sappia agganciare l’assemblea non solo nel suo riferimento concreto, ma anche secondo le sue capacità, la sua cultura, la sua attitudine a lasciarsi coinvolgere nell’agire rituale. (…) Tuttavia, se è naturale e importante che il canto sia collocabile all’interno della cultura di riferimento dell’assemblea che celebra, deve rimanere prioritario il fatto che è il rito nella sua interezza e con la sua natura specifica a determinare e ispirare una musica ad esso adeguata. Non è il rito che deve adattarsi ai cambiamenti degli stili musicali, ma viceversa.

spunti tratti da: L. GIRARDI, L’emozione del canto liturgico: modelli a confronto, in Liturgia e emozione, a cura di L. Girardi, LEV-Edizioni Liturgiche, 2014, p. 175-205.

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