Musica della liturgia

BLOG di don Simone Unere. Uno spazio per convogliare pensieri, notizie, approfondimenti sull’aspetto musicale della vita liturgica della Chiesa e condividere opinioni.

Musica e liturgia, il tempo della RINASCITA?

organ

…Che tra liturgia e cultura ci sia una forte prossimità lo conferma monsignor Vincenzo De Gregorio, organista e dal settembre 2012 preside del Pontificio istituto di musica sacra, il “conservatorio” della Santa Sede: «Alcuni dei fenomeni italiani degli ultimi decenni non hanno riscontro in altri Paesi, dove la formazione musicale generale è diversa. Basti pensare che in Italia i libretti del canto liturgico riportano solo il testo, altrove c’è anche il pentagramma. Il problema a monte, dunque, resta soprattutto la formazione musicale». Di laici e sacerdoti: «Data la scarsa preparazione, molti parroci hanno dato spazio a chi si diletta di musica – persone alle quali, sia chiaro, va un grande rispetto per l’impegno. Questo però ha incoraggiato il dilettantismo e l’individualismo nelle scelte e nella creazione di nuove musiche».

La responsabilità, secondo De Gregorio, è però anche di chi non ha affrontato per tempo il problema. «Eppure i testi ufficiali erano chiari: i canti nelle lingue volgari devono essere approvati dall’ordinario. Questa indicazione è stata elusa due volte: in primis dallo stesso ordinario che non si è applicato all’esame e alla scelta delle musiche. E quindi da laici e dai religiosi, che si sono inventati cantautori. La lacuna è stata in parte sanata recentemente con la pubblicazione del repertorio nazionale della Cei nel 2009. Ma la raccolta è stata effettuata nel 1999: a oggi mancano quindi già quindici anni di musica. Se poi contiamo che ogni movimento ha il suo repertorio… Non sono per un dirigismo stretto, ma non posso nemmeno pensare che tutto possa passare senza un vaglio minimo».

Leggi l’articolo su Avvenire.

Nulla di nuovo o di non già detto. Ma le cose ripetute aiutano, ne sono sicuro. Tuttavia mi sono permesso di aggiungere un punto di domanda al titolo di Avvenire: il fatto è che vedere nell’oggi il tempo della rinascita mi sembra un po’ troppo. Direi piuttosto che quello odierno sia il tempo della semina, e che altri mieteranno quello che non hanno seminato…

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3 pensieri su “Musica e liturgia, il tempo della RINASCITA?

  1. Anto in ha detto:

    Cercare di fare cose semplici ma alte come il canto gregoriano, studiando le sue modalità nella sostanza senza dimenticare la preghiera come scopo.

  2. Antonella in ha detto:

    Cantare cose semplici ma alte; il canto gregoriano, nella sua sostanza, è “normativo”.
    Senza dimenticare la preghiera come scopo.

  3. Claudio in ha detto:

    Condivido in pieno la visione di un futuro della musica liturgica in cui ogni fedela abbia in mano alla messa un manuale con testo e musica completo di tutto un repertorio raccolto, approvato e tenuto aggiornato da una entità preposta. Che abbia anche la autorità e la volontà di farlo rispettare.
    Così come condivido che lo strumento principe nelle chiese sia l’ organo a canne.
    Però mi chiedo: perchè l’ harmonium ( a motore …..dimentichiamo quello a pedali) non viene mai citato?
    È uno strumento che genera musica con materiali più che naturali. Acciao, legno e pelli.
    Sfrutta gli stessi principi fonici dell’ organo a canne in quanto a registrazione ed effetti sonori…..può essere prodotto in versioni dalla più basilare alla più completa , occupa poco spazio e costa credo qualche zero in meno di un organo a canne.
    C’è qualche motivazione per tenerlo in disparte o è stata una dimenticanza?
    Claudio

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