Musica della liturgia

BLOG di don Simone Unere. Uno spazio per convogliare pensieri, notizie, approfondimenti sull’aspetto musicale della vita liturgica della Chiesa e condividere opinioni.

Come fare con i giovani?

giovani coro

Di tanto in tanto, quando si affronta la tematica del canto liturgico, emerge la questione della presenza (o assenza) dei giovani nei cori. Ovviamente non si sta parlando di cori “giovanili”, ma di cori parrocchiali e basta. Dunque, così è stato al Convegno dei cori liturgici che si è tenuto ad Asti il 21 febbraio nel corso del lavoro a gruppi che ha seguito la relazione iniziale. Si è avvertita una evidente preoccupazione, che perlopiù si è manifestata nella domanda: “Come fare a coinvolgerli?”. La questione è lecita, visto e considerato che i giovani sono il futuro – come si suol dire – e diventa ancor più significativa se consideriamo alcune realtà corali ormai formate in gran parte da ultrasettantenni, destinate quindi a ridimensionarsi fortemente, se non a sparire, nel giro di non molto. Anche questo fa parte di una Chiesa che cambia, talvolta a suo malgrado.

Innanzitutto dobbiamo ricordarci che non esistono soluzioni semplici a problemi complessi, e che il coro (o il direttore di coro) non può farsi carico di situazioni che richiedono l’attenzione pastorale della Chiesa nel suo complesso. Guardiamo, dunque, alla nostre assemblee: in quale percentuale sono formate da giovani? Ecco, direi che – sotto questo profilo – un coro parrocchiale goda di “buona salute” se l’età media dei suoi componenti rispecchia almeno quella dell’assemblea. Intendiamoci, non che questo mi lasci tranquillo, ma non lo reputo innanzitutto un problema del coro se tendenzialmente i giovani sono poco presenti a Messa. Un sano realismo, da questo punto di vista, permette di evitare anche certe scelte che la storia ha già indicato come scarsamente feconde e anzi talvolta fonte di problemi: vedasi i “cori giovanili”, una scorciatoia pastorale che quasi sempre perpetua errori già fatti. Vedasi anche il cosiddetto “repertorio giovanile” che ammicca in quanto facile, immediato, spicciolo, di solito non necessita di competenze musicali, né grosso impegno.

Invece, un primo aspetto doveroso per un coro, anche nei confronti dei giovani, è che si facciano le cose bene. Bando al pressapochismo e all’improvvisazione, e ci si preoccupi che chi è alla guida del coro sia una persona competente, musicalmente e liturgicamente. Per quanto possibile. Già: magari non avrà conseguito una laurea in teologia o un diploma al conservatorio. Ma che conosca i fondamentali della musica e sappia distinguere l’Avvento dalla Quaresima, una dossologia da un Kyrie eleison, è chiedere troppo? Se queste competenze non ci sono, si può provvedere: andando a lezione e studiando. La persona sincera, che con bontà porta avanti il suo servizio musicale nella liturgia lo farà, magari incoraggiata dal parroco e supportata dalla comunità parrocchiale che gli pagherà il corso formativo. Una persona egocentrica, che nel coro parrocchiale ha trovato il suo spazio per apparire, no. Rimarrà nella sua ignoranza. E questa è tra le cose peggiori che possa capitare ad un coro e ai suoi giovani.

Un secondo aspetto importantissimo è quello relazionale. Non ci saranno molti giovani a Messa, ma alcuni sì. Qualcuno del coro li conosce? Magari, con i giusti modi, si potrebbe far loro un invito e chiedere se vogliono venire alle prossime prove, per vedere come funziona la cosa. Ammesso e non concesso che il “clima” che troveranno in quella sede sia disteso e sereno, accogliente, amichevole. Che il giovane (così come un adulto) non si ritrovi tra persone sbuffanti, venute quasi mal volentieri, o che parlano tra di loro di cose che non si comprendono. Vero?

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3 pensieri su “Come fare con i giovani?

  1. ANTONELLA in ha detto:

    Questo articolo è molto interessante ed ha fotografato la realtà.
    Condivido tutto e ti ringrazio per aver espresso queste riflessioni in modo chiaro,comprensibile e piacevole da leggere.
    Grazie.

  2. Claudio in ha detto:

    Perfetta analisi don Simone!
    E grandi spunti per un sano esame di coscienza.
    “Formazione individuale e accoglienza”
    Concetti chiave.
    Quanto siamo disposti a spenderci su questi due temi?
    Aggiungo ( pensiero non del tutto mio ):
    Non è che molti giovani abbandonano l’ ambiente chiesa giovanile….chiamiamolo così, perchè si sentono cresciuti e vorrebbero entrare in un ambiente chiesa maturo e adulto?
    Per cui a cosa vale ostinarsi su argomenti tipo pastorale giovanile e roba simile per trattenerli?
    Mica si può andare in altalena tutta la vita?

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