Musica della liturgia

BLOG di don Simone Unere. Uno spazio per convogliare pensieri, notizie, approfondimenti sull’aspetto musicale della vita liturgica della Chiesa e condividere opinioni.

Coristi e formazione

choir

Buongiorno a tutti,
vorrei conoscere il vostro parere sull’ aspetto più prettamente spirituale di un coro liturgico, cioè sulla formazione e sul percorso di fede che a mio avviso i coristi dovrebbero fare. Che tipo di iniziative prendete in questo senso? E quanto successo riscuotono? I vostri parroci sono attenti a quest’aspetto?
Io non riesco a considerare un coro liturgico come un coro qualsiasi, non ci si può limitare a cantare e basta, noi abbiamo motivazioni diverse, svolgiamo un vero e proprio ministero, ma mi sento un po’ sola quando affronto questo tipo di problemi. Qual’è la vostra esperienza? Grazie.

La questione è stata posta su Facebook in un gruppo dedicato agli “animatori liturgico-musicali” e certamente riguarda un aspetto importante e spesso doloroso: quello riguardante la formazione dei coristi di un coro liturgico. Alcuni utenti online hanno condiviso la necessità, preoccupati del fatto che si possa insinuare il pericolo dell’esibizionismo e constatando, peraltro, di non essere mai riusciti ad attuare una proposta formativa poiché i coristi stessi lamentano i loro troppi impegni. Altri hanno riaffermato l’importanza dell’aspetto spirituale e formativo in mancanza del quale il coro viene minato nel suo funzionamento. Si è inoltre constatato il diffuso disinteresse del clero. Tuttavia, al quesito sono mancate le risposte più attese, che sarebbero state anche per me le più interessanti. Racconti e testimonianze di esperienze positive e riuscite, purtroppo, queste non si sono viste. E neanche io ne ho da portare, ahimè.

Che dire. E’ inutile girarci intorno: i nostri cori parrocchiali sono composti in buona parte da persone che si sono unite per il semplice piacere di cantare e che hanno trovato un modo più gratificante di partecipare alla Messa. Ho esagerato? Forse, ma solo in parte. Nei cori liturgici sono presenti anche persone coscienziose che desiderano fare le cose per bene, e che tuttavia devono continuamente fare i conti con la disponibilità altrui. E non soffermiamoci sui casi di eccesso e mancanza di equilibrio, anch’essi presenti, da un versante e dall’altro. Mi sorgono, dunque, alcune domande: ma non è così anche nelle nostre assemblee? Esiste un’assemblea liturgica perfetta? Quanti dei fedeli presenti alla celebrazione domenicale, verrebbero ad una catechesi infrasettimanale? Non è il “mal comune” che voglio invocare. Ma solo constatare che ci stiamo imbattendo nella “normalità” del popolo di Dio, che certamente deve essere condotto ad una maggiore consapevolezza di ciò che celebra, con moderazione, cioè senza aspettarsi passi da gigante, e senza abbattersi.

Per abbozzare alcune risposte ai quesiti iniziali, certamente non richiederei ai coristi altri incontri, oltre a quello celebrativo domenicale e a quello delle prove infrasettimanali. Già è molto. Se il coro si trova a provare per la domenica successiva, si potrebbe iniziare dedicando una maggiore attenzione al brano evangelico di quel giorno, magari leggendolo insieme e corredandolo di qualche altro brevissimo testo tratto dal formulario di quella celebrazione. Chi di dovere potrebbe poi dare conto ai coristi dei motivi che hanno spinto alla scelta di quei determinati canti (aggancio con le antifone e le orazioni). Il tutto nei dieci minuti iniziali. Se si inizia ad imparare un canto nuovo, anziché buttarsi a capofitto sulla melodia, si potrebbe iniziare soffermarsi sul testo, mettendo in luce gli aspetti più significativi di quel brano e collocandolo nel suo utilizzo liturgico. Per quello che riguarda gli incontri formativi, a mio avviso occorrerà agire a livello interparrocchiale e diocesano. Innanzitutto per determinare degli incontri tra direttori/responsabili dei cori, al fine di una conoscenza reciproca, uno scambio di esperienze e di opinioni, e in seguito, anche per far emergere alcune proposte per i coristi, sempre a livello interparrocchiale e/o diocesano. Invito fin da subito a superare la resistenza: “Ma non vengono in parrocchia, figuriamoci altrove!”. Sarà anche così adesso, forse, non ne sono sicuro e al dire il vero, mi interessa solo in parte. Occorre preparare il terreno per il futuro, altrimenti…

P.S.
Domenica ci sarà ad Asti il primo convegno per i cori liturgici diocesani: “Atto di canto, atto di fede. Il linguaggio sonoro della Messa”. Speriamo bene!

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Un pensiero su “Coristi e formazione

  1. ANTONELLA in ha detto:

    Ciao.
    Condivido, il punto centrale è la formazione e che si debba ripartire dai seminari.(Cantare la liturgia)

    Si, si può insinuare il pericolo dell’esibizionismo e si manifesta anche abbastanza spesso; talvolta c’è il disinteresse del clero, magari non nel nostro caso specifico di Parrocchia, ma in passato anche recente credo di si.
    Penso che nel mio coro parrocchiale le persone che ne fanno parte siano coscienziose e desiderino fare le cose per bene; lamento il fatto che, nonostante la formazione di alcuni coristi, formazione tutt’ora in corso, ci sia la mancanza di scambio culturale e formativo, la poca volontà al confronto, ci sono coristi che fanno parte di altri cori e che studiano i canti, si potrebbero mettere a disposizione di tutti gli altri coristi queste conoscenze: colore intonazione pronuncia lettura del testo se il brano è in latino.
    Personalmente preferirei imparare e conoscere pochi canti ma fatti bene, curati bene, perfezionati al meglio, senza apportare continue variazioni, una domenica un canto di inizio e la domenica successiva un altro.Anche per evitare di disorientare l’assemblea.
    La mia linea di pensiero è il dialogo e il confronto, la formazione sicuramente e la richiesta di aiuto/confronto con il sacerdote, credere e motivare le persone e talvolta dar loro la possibiltà di esprimersi e di aiutarsi vicendevolmente.Chi ha le conoscenze deve trasmetterle a chi non le ha o è distratto o è svogliato.
    E in ultimo ma non ultimo: avere la capacità di relazionarsi in un coro composto da persone adulte, talvolta anche molto adulte.
    Ma io sono ottimista e credo che il terreno per il futuro si stia preparando…
    Fare poche cose ma fatte bene.
    Con serietà, attenzione, conoscenza,formazione ed entusiasmo.(Coristi e formazione)
    Un abbraccio.
    Anto

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