Musica della liturgia

BLOG di don Simone Unere. Uno spazio per convogliare pensieri, notizie, approfondimenti sull’aspetto musicale della vita liturgica della Chiesa e condividere opinioni.

Povera musica liturgica

canto assemblea

Povera musica liturgica! Tante persone vi si dedicano con passione e competenza, ma quanto è ancora bistrattata! Da un lato, coloro che la vorrebbero semplicemente disponibile per dar sfoggio della loro arte (costoro non sono molti, ma piuttosto arrabbiati), dall’altro uno stuolo di pseudo animatori liturgici che, in liturgie appesantite da un abuso del linguaggio verbale, specie nelle troppo lunghe omelie, pensano la musica liturgica come un’occasione per aggregare o come un momento di preghiera “più leggero” all’insegna del “questo mi piace questo no”. Non ditemi che non è così, perché io stesso ci sono passato. Lo vedo, e ho l’occasione per constatarlo molto da vicino.

Siamo ancora nell’800 liturgico-musicale! Due secoli fa e anche di più, infatti, quando l’azione liturgica era una cosa riservata al clero, la musica serviva da sottofondo e da riempitivo ornamentale. La gente la viveva come un diversivo, trovandovi un motivo per svagarsi un po’: andava in chiesa anche per ascoltare la musica che piaceva: trascrizioni per organo di arie d’opera, brani organistici e pezzi cantati di sapore operistico.  Musica – preghiera – liturgia erano completamente disgiunti.

Certo, le cose non stanno più così, e i racconti dell’epoca, come questo, ci paiono incredibili e ci fanno sorridere. Ma siamo sicuri di essere tanto lontani da quella situazione? Se ciò che si canta non è attinente con il Mistero celebrato? Se il canto liturgico è vissuto come ricreazione o intermezzo musicale? Se il repertorio del coro si costruisce sul “mi piace”? E se il clero incoraggia tali modi di fare?

Al contrario, il canto liturgico nasce dentro la liturgia, non fuori da essa. Coloro che celebrano i divini misteri traggono il loro canto dal contesto liturgico, dalle azioni rituali da compiersi, dai testi della liturgia e della Sacra Scrittura affinché nell’atto del cantare, assemblea celebrante e ministri possano invocare, supplicare, acclamare, dialogare, annunciare, lodare, benedire comunitariamente. Se questo accade, allora il canto liturgico sarà non semplicemente inteso come un brano cantato inserito all’offertorio o alla comunione, per esempio, ma sarà il codice sonoro grazie al quale coloro che celebrano danno vita ad una serie variegata di atti liturgici per l’unica celebrazione nella quale si invoca, si supplica, si acclama, si dialoga, si annuncia, si loda, si benedice comunitariamente.

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