Musica della liturgia

BLOG di don Simone Unere. Uno spazio per convogliare pensieri, notizie, approfondimenti sull’aspetto musicale della vita liturgica della Chiesa e condividere opinioni.

Papa Francesco a Torino: S. Messa del 21 giugno

Condivido il video della Messa presieduta da papa Francesco a Torino e alcune brevissime impressioni sull’aspetto canoro della celebrazione, pur non avendo sotto mano testi e spartiti. Il coro e l’orchestra sono stati certamente ben preparati. Azzeccatissimo il canto d’inizio il cui testo è tratto dal Salmo 28 Exaudi vocem meam di Alessandro Ruo Rui, con interpolazione del corale Tutta la terra canti a te (testo di Costa; la melodia è presa dal salterio ginevrino, in italiano meglio conosciuta come Noi canteremo gloria a te). Operazione assolutamente pertinente da un punto di vista liturgico, traendo l’introito dal Graduale romanum e  favorendo  il canto dell’assemblea con il notissimo corale. Personalmente ho trovato gradevoli anche gli altri interventi cantati.

Aggiungo velocemente un paio di osservazioni.

La prima è dedicata al Gloria, ancora di Ruo Rui, che considero una composizione fresca e brillante. Il compositore ha scelto di conferire la forma responsoriale al testo, cosa che non trova consenso unanime, per il fatto che l’antico inno non possiede ritornelli.

La seconda osservazione è riferita al momento della comunione, che pare si sia prolungato per una ventina di minuti. Qui vi è stato un susseguirsi di canti, anche notevolmente diversi uno dall’altro quanto a stile: da O sacrum convivium di Molfino all’Ave verum corpus di Mozart, fino a Pane di vita nuova di Frisina, passando per un paio di canti a me sconosciuti, di stampo evidentemente più leggero, eseguiti da altra formazione corale rispetto a quella diretta da Ruo Rui (Rinnovamento nello Spirito o Sermig?). Tutto lascia pensare che ci sia stato il tentativo, certamente da apprezzare, di coinvolgere diverse realtà ecclesiali; tuttavia, in questo caso, rimane come la sensazione di un collage con alcuni interventi non proprio all’altezza.

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2 pensieri su “Papa Francesco a Torino: S. Messa del 21 giugno

  1. Stefania in ha detto:

    io avevo capito, in modo errato a quanto pare, che per alcune liturgie (presidute dal vescovo, papa o festività) bisognava usare canti “particolari”, + solenni, perchè dai canti bisogna far capire all’assemblea se si è nel tempo di penitenza, di attesa, di gioia, così bisogna far capire che è una liturgia speciale…ma avrò capito male..e le percussioni (bonghi?) si possono utilizzare? se non sbaglio li hanno usati in un canto di comunione…

    • Dunque. Se per canti “particolari” intendi poco conosciuti, magari più “difficili”, per le grandi occasioni, eseguiti nelle liturgie tipo quelle a cui ti riferisci, ti direi che questo modo di fare presenta qualche problema. Anche un canto molto conosciuto, per ipotesi, semplice ma dignitoso, potrebbe conseguire l’obiettivo che dici tu. Nel post ho detto alcune cose sul canto d’ingresso scelto per la Messa con il Papa: in generale, tra i compiti di questo canto vi è quello di introdurre i fedeli al mistero che viene celebrato, ma anche quello di favorire l’unione dei convenuti. Per ottenere tutto ciò, in questo caso si alterna una melodia molto conosciuta, forse un po’ generico il suo testo ma che permette ai fedeli di partecipare con il loro canto, ad una parte adatta proprio a quella celebrazione, composta ex-novo, ma proprio per questo cantata solo dal coro. Questo esempio ci permette già di osservare che non ci sono regole generali buone per ogni celebrazione. Nel caso della Messa di Torino, avrai anche notato che al momento della comunione hanno inserito, tra gli altri, anche l’Ave Verum di Mozart: vi possono essere delle situazioni nella quali si può prevedere per i fedeli anche solo l’ascolto di un canto.
      L’altra questione che sollevi si riferisce all’uso di certi strumenti musicali. Dilemma annoso. Di per sé nulla osta all’oso di percussioni. Sono parte anche del repertorio classico e rientrano nella nostra tradizione musicale. Un uso massiccio di questi strumenti è invece problematico in quanto molto probabilmente ci potremmo trovare di fronte ad un repertorio simil-pop. E’ opportuno? Nella liturgia lo strumento musicale deve essere visto come un mezzo atto a sostenere, favorire, sviluppare il canto, che è l’elemento principale, e l’uso di un determinato strumento è giustificato solo se favoriscono l’edificazione e il canto dei fedeli. La domanda che bisogna porsi, dunque, non è “quali strumenti?” ma piuttosto: “Quale canto?”. Quale canto è adatto in quella circostanza, con quella assemblea, in quel tempo liturgico? Tutto parte da li.

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