Musica della liturgia

BLOG di don Simone Unere. Uno spazio per convogliare pensieri, notizie, approfondimenti sull’aspetto musicale della vita liturgica della Chiesa e condividere opinioni.

Archivi per il mese di “maggio, 2015”

Perché l’organo e non la chitarra?

chitarra

E’ sbagliato vedere l’Organo e la Chitarra in termini di “o, o”. Entrambi sono egualmente validi e dipende dalle circostanze nelle quali sono usati. La mia unica riserva è che debbano essere suonati bene e in modo sensibile. Le chitarre strimpellate non hanno posto nella liturgia e organi suonati in malo modo possono essere un disastro liturgico. La Chiesa deve educare i suoi musicisti ai più alti livelli e mai permettere standard penosi. La musica liturgica deve condurre a Dio. Non deve far infuriare le persone e condurle sull’orlo dell’inferno. Sarà un grande giorno quando la Chiesa  insisterà su una musica che sia trascendente e guidi i fedeli alle porte del paradiso.

Fonte: M° Colin Mawby in Il Naufrago / Castaway

Condivido. Non si costruisce nulla con i giudizi a priori e le posizioni assunte per partito preso. Ogni dialogo è destinato a naufragare se parte da opposizioni tipo “organo sì, chitarra no”, oppure “questo canto mi piace, questo no”.

Condivido, inoltre, che la questione della chitarra nelle azioni liturgiche sia legata in primo luogo non allo strumento, ma alla poca preparazione musicale di chi la utilizza. Posso ipotizzare, infatti, che colui che “strimpella” – per riprendere l’espressione di Mawby – la chitarra, possieda con molta probabilità una scarsa cultura e sensibilità musicale, e che sia inclinato ad apprezzare maggiormente un certo tipo di repertorio – poco impegnativo, leggero, spesso scadente anche nei testi – piuttosto che un repertorio di qualità, consono alla celebrazione liturgica? Credo di si. A questa situazione non si pone rimedio con gli aut aut o le pubbliche lamentele. È meglio creare le condizioni per un dialogo franco e pacato, senza illudersi di raccogliere frutti nell’immediato: Tu che suoni in chiesa, ne hai le capacità? In quale misura conosci la musica e la liturgia? Ti sei mai preoccupato di verificare le tue competenze e di cercare il confronto con una persona preparata?

Bene, ognuno si assuma le sue responsabilità, faccia quanto gli è possibile (e non ciò che gli è più comodo), e magari metta in conto di frequentare un bel corso formativo per un servizio liturgico sempre più degno del mistero che celebra.

La crisi della musica liturgica

Interessante intervista al prof. Andrea Grillo, tutta da ascoltare, della quale riporto qui sotto uno stralcio inerente il nostro tema:

La crisi della musica liturgica è causata dalla crisi del senso rituale della liturgia. Oggi potrebbe esserci non solo la continuazione di una grande tradizione secolare, ma novità di ispirazione, di ritmica, di melodie, di armonie, ritualmente significative solo se accettiamo che la musica liturgica è musica nel contesto dell’azione rituale simbolica, che deve in qualche modo accompagnare, trasfigurare, anticipare, approfondire. Solo quando questo sarà di nuovo chiaro – dopo una generazione o due di attraversamento del guado – avremo di nuovo energie fresche che possano non scimmiottare altre esperienze per poter suonare e cantare in chiesa, ma farsi suggerire dall’esperienza che stanno vivendo, le migliori melodie, le migliori armonie, i migliori ritmi, i migliori timbri per questo scopo. Dunque, superare l’alternativa musica d’uso musica d’arte, entrare in una musica autenticamente liturgica dove uso e arte non siano più contradditori.

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