Musica della liturgia

BLOG di don Simone Unere. Uno spazio per convogliare pensieri, notizie, approfondimenti sull’aspetto musicale della vita liturgica della Chiesa e condividere opinioni.

Asti God’s Talent?

11001632_319481734908229_3883872107508455481_o

In occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, il servizio di pastorale giovanile diocesano di Asti ha organizzato un talent ispirato ai noti format televisivi. Sette cori giovanili si sono sfidati a colpi di canti liturgici “riarrangiati”. «L’obiettivo del talent degli oratori era creare nuovi cori e far rinascere quelli vecchi, ed è stato colto nel segno. Ha riavvicinato numerosi giovani alla messa e al servizio liturgico, perché è vero che chi canta, senza fatica prega due volte» ha dichiarato sicuro don Carlo Rampone, ideatore del talent, a Gazzetta d’Asti.

Certo, l’ottimismo è il profumo della vita, diceva Tonino Guerra in uno spot-tormentone di Uni Euri passati. Tuttavia, dubito che il responsabile della pastorale giovanile diocesana si sia davvero espresso in quei termini; in caso contrario, la notizia sarebbe ancora più clamorosa di quanto già appare. Da decenni, infatti, ci si trova di fronte al fenomeno delle assemblee liturgiche festive disertate da oltre il 90% dei giovani dopo aver ricevuto il sacramento della Confermazione. Certo, si può fare sempre di più e meglio, ma non si può dire che finora la Chiesa non abbia voluto prendersi cura dei suoi giovani. Vescovi, preti, diaconi; teologi, liturgisti, pastoralisti; genitori, catechisti, educatori in Italia e nel mondo (per lo meno quello occidentale) da anni sono più che mai interpellati da tale difficoltà. Ma ecco, dopo tanto penare, finalmente abbiamo la soluzione: avanti con la X Liturgy. Che sia così? Non voglio credere che si stia confondendo un happening ben riuscito, con i compiti e gli obiettivi della pastorale liturgica e giovanile. Il successo del primo è immediatamente riscontrabile, mentre i frutti buoni e duraturi della pastorale si raccolgono negli anni, spesso in modo misterioso.

Per carità, si potrebbe dire che “tutto fa brodo” – si passi l’espressione – e che un sano momento aggregativo ci sta sempre bene. Ma ai giovani andrà anche detto che non basta aver “riarrangiato” un canto per essersi riavvicinati alla liturgia, e che non un qualsiasi cantare significhi pregare, meno che mai “due volte”. Viene spesso citato maldestramente, l’antico detto: «chi canta bene, prega due volte». “Bene”, significa in primis che vi deve essere una retta intenzione in chi canta, poi che il canto sia per quanto possibile bello qualitativamente; ma soprattutto che sia opportuno a manifestare la preghiera. Nel contesto della liturgia, il canto dovrà essere liturgicamente pertinente. Cosa significa? E come si fa? Chiedetelo alla pastorale liturgica o alla pastorale giovanile, non ai talent.

Advertisements

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...