Musica della liturgia

BLOG di don Simone Unere. Uno spazio per convogliare pensieri, notizie, approfondimenti sull’aspetto musicale della vita liturgica della Chiesa e condividere opinioni.

Bellezza della musica /2

michelangelo_la_creazione_di_adamo

Un funzione essenziale della vera bellezza, già evidenziata da Platone, consiste nel comunicare all’uomo una salutare “scossa”, che lo fa uscire da se stesso, lo strappa alla rassegnazione, all’accomodamento del quotidiano, lo fa anche soffrire come un dardo che lo ferisce, ma proprio in questo modo lo “risveglia” aprendogli nuovamente gli occhi del cuore e della mente, mettendogli le ali, sospingendolo verso l’alto.

Queste parole di Benedetto XVI pronunciate il 21 novembre 2009 durante il suo incontro con gli artisti, ci riportano ancora una volta al tema della bellezza. L’esperienza del “bello” non è assolutamente da vedere come qualcosa di secondario o superfluo, ma di essenziale. La “scossa” provocata dalla bellezza alla quale si fa riferimento, così come lo “strappo all’accomodamento del quotidiano”, sono espressioni che riconducono alla dimensione della trascendenza del rito liturgico rispetto alla scansione temporale, come la festa lo è rispetto alla feria. Nella celebrazione portiamo certamente tutto il nostro quotidiano, ma in una dinamica che ci spinge “oltre” questo tempo. La musica liturgica ha una fondamentale importanza in questo, ma anch’essa, e non mi stancherò mai di dirlo, necessita di bellezza per poter svolgere il suo compito.

A tal proposito ricordo le parole di Giovanni Paolo II:

E’, dunque, necessario scoprire e vivere costantemente la bellezza della preghiera e della liturgia. Bisogna pregare Dio non solo con formule teologicamente esatte, ma anche in modo bello e dignitoso. A questo proposito, la comunità cristiana deve fare un esame di coscienza perché ritorni sempre più nella liturgia la bellezza della musica e del canto. Occorre purificare il culto da sbavature di stile, da forme trasandate di espressione, da musiche e testi sciatti, e poco consoni alla grandezza dell’atto che si celebra.

A intenditor poche parole, verrebbe da dire. Ma non sono sicuro che molti siano coloro pronti ad intendere. E così occorre ripetere molte volte le esigenze della musica liturgica e offrire instancabilmente, anche a piccoli gruppi, occasioni di formazione.

Advertisements

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...