Musica della liturgia

BLOG di don Simone Unere. Uno spazio per convogliare pensieri, notizie, approfondimenti sull’aspetto musicale della vita liturgica della Chiesa e condividere opinioni.

4 dicembre 1963

00-concilio-vaticano-ii

Lo scorso 4 dicembre è stato il 50° anniversario dell’approvazione della Costituzione Sacrosanctum Concilium del Concilio Vaticano II: un documento di così grande respiro e così accogliente delle istanze del Movimento liturgico, che nessuna operazione a tavolino avrebbe potuto creare. Durante il Concilio davvero soffiò lo Spirito, scombinando i calcoli prudenti della curia romana, e facendo velocemente camminare la Chiesa. Non mi dilungo oltre, perché è impossibile circoscrivere in poche righe la portata di un evento del genere.

Tanti sono stati gli eventi commemorativi organizzati. Ma molti di più sono stati coloro che se ne sono dimenticati: mi chiedo in quante Diocesi si sia organizzato qualcosa. Mentre ci penso, mi domando anche a quando risalga, per molti preti, l’ultima occasione di studio e aggiornamento circa qualche tematica liturgica. E dire che la maggior parte del clero ha vissuto direttamente gli anni del Concilio e dell’immediato post-Concilio. Si sarà smarrito l’entusiasmo degli inizi? Forse si, ma è anche normale che accada.

In mancanza di un qualche documento pontificio per il 50° di Sacrosanctum Concilium, può tornare utile rileggersi quel che Giovanni Paolo II suggerì per il 40° anniversario nella Lettera Apostolica Spiritus et Sponsa  laddove indica ormai necessario un passaggio “dal rinnovamento all’approfondimento”.

La liturgia, immutata per secoli, finì in passato per essere ritenuta intoccabile; ora riformata per volere del Concilio (e da chi ne aveva la competenza), continua a subire riforme: da un vescovo in una celebrazione, dal punto di vista di un parroco, dalle decisioni di un gruppo liturgico. Tutti mettono mano alla loro riforma. Pare, dunque, che non si riesca ad uscire dal periodo del rinnovamento. Invece, dobbiamo diventare capaci di dire: la liturgia è stata riformata, ora tocca a noi lasciarci riformare dalla liturgia. Ma questo implica una comprensione profonda dei riti liturgici.

Il ragionamento è applicabile anche dal punto di vista musicale: dal post-concilio ad oggi si è prodotta una valanga di nuove composizioni! Ma adesso occorre “approfondire”. Quale idea di liturgia traspare da questa o quella composizione? Quale immagine di Chiesa? A quale aspetto liturgico vorrebbero riferirsi? Riescono ad unirsi al momento rituale? Esprimono la preghiera? Favoriscono l’unanimità e la partecipazione attiva dell’assemblea? Posseggono la qualità dell’arte? Nei canti, la musica si lega alle parole o le utilizza senza rispetto a proprio piacimento? I testi sono presi dalle Sacre Scritture ed esprimono concetti teologicamente esatti, oppure sono solo genericamente religiosi?

Advertisements

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...